Millenario della Torre Bizantina 1019-2019

Articoli di Daniela Palmieri

La Torre bizantina: un dono alla comunità

Articolo dell’8 settembre 2019

Un bene riconosciuto di interesse culturale dalla Soprintendenza per i Beni architettonici di Bari (1 marzo 1989) la Torre bizantina di Castelluccio Valmaggiore, in piedi da mille anni.

Anche se, come ha fatto notare l’archeologo medievista Pasquale Favia, dell’Università degli studi di Foggia, intervenuto in occasione del millenario, la datazione del 1019, seppure documentata, risulta incerta quando si fa riferimento specifico all’uno o all’altro castello presente sui Monti Dauni. Quello che è certo è che tutti i castelli dell’area avevano la medesima funzione offensiva e difensiva e che il centro principale del territorio era la città di Troia.

Molto particolare la storia della donazione della Torre bizantina da parte di donna Maria al Comune di Castelluccio Valmaggiore, ora guidato dal sindaco Rocco Grilli: la donazione è avvenuta formalmente nel novembre 1990 con atto del notaio Luciano Mattia Follieri, alla condizione che il monumento venisse adibito a centro culturale da intestare alla memoria di Carlo Ricchetti, defunto marito della signora Patella. Inoltre, come la stessa donna Maria dettò al notaio, la Torre bizantina veniva donata al Comune “con l’impegno di conservare nella memoria della comunità di Castelluccio Valmaggiore un segno dell’antico e glorioso passato castelluccese”.

Tante però furono le vicissitudini che hanno preceduto questa donazione, come racconta l’ingegnere Vittorio Pompa, presidente della Fondazione ‘La Picarella’, nonché sindaco di Castelluccio Valmaggiore dal 1985 al 1995:

“Fu una vicenda piuttosto complessa che appassionò, come spesso accade, la nostra vivace comunità: la signora Patella, nel 1980, aveva già effettuato una donazione della Torre a favore della parrocchia di San Giovanni Battista (atto del 22 novembre 1980, notaio Umberto Sabuzi Giuliani) alla condizione, espressamente specificata nell’atto e non verificatasi, che la parrocchia, ai sensi e nei termini di legge, accettasse in proprio la donazione entro e non oltre l’11 novembre 1981”.

Il percorso della donazione della Torre bizantina al Comune di Castelluccio Valmaggiore sembra avere inizio da una lunga e articolata lettera riservata da parte dell’allora sindaco Pompa alla signora Maria Patella, datata 31 ottobre 1988 e disponibile sul sito e sul blog de ‘La Picarella’.

“Lettera con la quale chiedevo, dopo ampia argomentazione, di effettuare la donazione della Torre antica a favore del Comune di Castelluccio Valmaggiore”, spiega il presidente Pompa, che aggiunge: “in realtà la prima mossa, per così dire, risalente a circa due anni prima, fu della signora Patella, che confidò ad un’amica e vicina di casa che le aveva fatto visita, l’intenzione di donare la Torre antica al Comune, nella certezza che il messaggio sarebbe arrivato velocemente al sindaco. La notizia, infatti, mi arrivò velocemente”.

Una situazione abbastanza incresciosa, dato che la Torre era stata precedentemente donata alla chiesa e versava in condizioni di visibile ammaloramento, dato che non si era intrapresa alcuna procedura di restauro del monumento.

“Se da una parte apprezzavo e mi rendevo conto dell’importanza di quella donazione per la nostra comunità, dall’altra parte sapevo che l’accettazione sarebbe stata interpretata, da una parte della comunità, come un’intromissione fra la signora Patella e le autorità ecclesiastiche, che periodicamente chiedevano alla signora Patella di reiterare la donazione, chiedevano cioè un nuovo atto di donazione. Feci giungere, tramite lo stesso canale, alla signora Patella i dovuti ringraziamenti, ma declinai l’invito”.

Trascorse un anno.

“La signora Patella rinnovò l’invito tramite lo stesso canale e a quel punto, vista la sua ferma, libera e spontanea decisione di non rinnovare la donazione alla parrocchia, decisi di accettare e presi contatto con donna  Maria. Mi confermò personalmente la sua disponibilità ma, e qui sta il carattere di questa donna, chiese garanzie, volle assicurazioni sul recupero della Torre”.

Le condizioni della torre erano molto precarie: c’era una periodica caduta di blocchi di pietra che minacciava l’incolumità dei residenti delle case vicine e dei fedeli che si recavano nella chiesa annessa.

“Mi attivai velocemente e tramite l’assessore regionale all’urbanistica, di Lucera, ebbi una promessa di finanziamento di 70 milioni di lire, sulla scorta della quale fu conferito all’architetto De Sandro Salvati Sergio, di Foggia, l’incarico di redigere il progetto di consolidamento della Torre”, prosegue il presidente Pompa.

“Il soprintendente per i Beni architettonici di Bari, architetto Mola, il primo marzo del 1989 esprimeva parere favorevole, con prescrizioni, sul progetto. Solo a questo punto, con il progetto approvato e con la promessa di finanziamento tramutata in finanziamento, chiesi alla signora Patella di procedere all’offerta di donazione”.

“I lavori di consolidamento furono successivamente appaltati ed eseguiti dalla ditta geometra Lucera Giuseppe, di Biccari. Questi sono stati i lavori di consolidamento che hanno dotato la struttura di adeguata protezione dagli agenti atmosferici, hanno impedito l’ulteriore degrado con crolli progressivi ed hanno posto i presupposti per una ancora lunga vita della struttura”.

“Come è noto”, conclude il presidente Pompa, “gli uomini passano, ma fortunatamente le istituzioni e, in questo caso, le strutture, restano: le amministrazioni che si sono succedute, sindaci Peppino Campanaro e Rocco Grilli, con l’ausilio di Pasquale Bloise, hanno fatto un lavoro veramente egregio completando il restauro con una dotazione impiantistica eccellente, garantendo il massimo possibile dell’accessibilità e della fruibilità e, soprattutto, assicurando la destinazione a contenitore culturale, come voluto dalla signora Patella”.

Le celebrazioni della Torre bizantina si sono svolte nel piazzale antistante la vicina chiesa di San Rocco. Alle cerimonia sono intervenuti:

il sindaco di Castelluccio Valmaggiore, Rocco Grilli; l’assessore alla Cultura, Angelo Pompa; l’archeologo medievista dell’Università degli Studi di Foggia, professor Pasquale Favia; il presidente della Fondazione ‘La Picarella’, Vittorio Pompa.

La serata è proseguita con l’animazione degli sbandieratori e con un buffet a base di piatti tipici medievali.

 

 

Millenario Torre Bizantina: la posa del cippo donato dalla Fondazione

Articolo del 7 settembre 2019

(fotogallery > immagini )

Un omaggio alla signora Maria Patella e alla collettività il cippo in pietra posato quest’oggi dinanzi alla Torre bizantina, in occasione del suo Millenario.

Il cippo è stato commissionato dalla Fondazione ‘La Picarella’, presieduta dall’ingegnere Vittorio Pompa, all’artigiano castelluccese Antonio Ziccardi, che lo ha realizzato utilizzando un blocco in pietra locale recuperato in contrada Argaria. Alla levigatura della pietra ha fatto seguito la realizzazione della targa, che reca l’incisione del 1019, anno di edificazione della torre.

“Ringrazio gli amici che, con l’ausilio dei loro mezzi meccanici, hanno reso possibile il recupero e  la posa:  penso a Peppino De Palma e a Donato De Michele”, ha ricordato il presidente della Fondazione ‘La Picarella, famiglia Patella e Carlo Ricchetti’, che nel corso della celebrazione del Millenario ha raccontato la genesi della stessa Fondazione, nata dalla volontà testamentaria della signora Patella.

Fondazione ‘La Picarella’: il Testamento di donna Maria

‘Donna Maria’: era così che qui a Castelluccio Valmaggiore chiamavano la nobildonna fondatrice de ‘La Picarella’, nata in osservanza delle sue disposizioni testamentarie, scritte di suo pugno e datate 2001.

“Donna colta e molto sensibile, la signora Patella nasce a Castelluccio Valmaggiore il 12 settembre 1907, dai genitori Berardino Patella e Alba Maraviglia in una delle più nobili e antiche famiglie della nostra comunità”, spiega il presidente della Fondazione, l’ingegner Vittorio Pompa.

“Sposa il geometra Carlo Ricchetti, persona eclettica e ingegnosa, che ricopre la carica di sindaco del nostro Comune dal 1956 al 1960. La mancanza di prole, il più forte rammarico della sua vita, come più volte mi ha confidato, contribuisce negli anni a radicare ancora di più il suo legame verso la comunità, in particolare verso i giovani”.

Nel corso della sua lunga vita infatti, donna Maria dispone importanti atti di liberalità a favore di tutta la comunità castelluccese, tra cui spicca anche la Torre bizantina di cui si festeggia il Millenario.

Riguardo alla Fondazione, il presidente Pompa illustra il contenuto del testamento olografo scritto dalla signora Patella: 

“La signora Patella istituisce una fondazione da denominarsi ‘La Picarella, famiglia Patella e Carlo Ricchetti’ e nomina la Fondazione sua erede universale. Lega ad essa tutto il suo patrimonio personale, ad esclusione del palazzo di famiglia, attribuito a parenti e persone care”.

“Il patrimonio legato alla Fondazione consiste quindi in 30 ettari di terreni comprendenti un grosso fabbricato rurale al tempo adibito a residenza estiva e frantoio oleario, nonché due ruderi di vecchi mulini ad acqua, alimentati dal torrente Freddo”.

La casa in campagna di donna Maria è un luogo molto caro per lei, perché è custode dei suoi ricordi più intensi: per questa ragione la nobildonna ha disposto che la Fondazione avrà come obiettivo centrale la formazione dei ragazzi alle diverse attività lavorative e culturali. Ecco cosa scrive nel suo testamento:

“Il tutto dovrà svolgersi ed avrà come sede centrale la villa, e più precisamente dove trovavasi il frantoio oleario e dove subito dopo sposata vi andai a passare gli anni più belli della mia giovinezza e dove assieme a mio marito vi abbiamo profuso le nostre migliori energie, con tanti sacrifici e dove avevamo tanto sognato vi fiorisse la vita”.

Anche i componenti del Consiglio direttivo vengono designati da donna Maria, come spiega il presidente:

“La signora Patella definisce la composizione del Consiglio direttivo, assegnando all’avvocato Giuseppe De Girolamo, nipote, il ruolo di presidente della Fondazione ed esecutore testamentario delle sue volontà e nomina componenti del consiglio direttivo: insegnante Adele Petitti; assistente sociale Rosa Petitti; avvocato Vito De Girolamo; Andrea De Stefano; professor Pasquale Cacchio e il sottoscritto Vittorio Pompa”.

Nel 2015 l’avvocato De Girolamo, che ha sempre sostenuto e incoraggiato la signora Patella, a causa dei suoi impegni professionali, rassegna, suo malgrado, le dimissioni dalla carica di presidente, proponendo al Consiglio direttivo la nomina del consigliere Vittorio Pompa.

“E’ così che dal 17 maggio 2015 il sottoscritto è presidente della Fondazione ‘La Picarella’, il cui primo atto fu quello di proporre al Consiglio direttivo l’istituzione della carica di Presidente onorario e la nomina a tale carica dell’avvocato Giuseppe De Girolamo. Esattamente tre mesi fa, il 7 giugno, l’avvocato Giuseppe De Girolamo ci ha lasciati, passando a miglior vita: se questa sera fosse stato fra noi questo intervento, più incisivo ed articolato, sarebbe stato certamente il suo”.

La Fondazione ‘La Picarella, famiglia Patella e Carlo Ricchetti’ viene costituita il 31 maggio 2006, con atto del notaio Orfina Scrocco e registrato a Lucera il 19 giugno 2006, al n. 280, in osservanza delle volontà di donna Maria.

Fondazione ‘La Picarella’: il Testamento di donna Maria

‘Donna Maria’: era così che qui a Castelluccio Valmaggiore chiamavano la nobildonna fondatrice de ‘La Picarella’, nata in osservanza delle sue disposizioni testamentarie, scritte di suo pugno e datate 2001.

“Donna colta e molto sensibile, la signora Patella nasce a Castelluccio Valmaggiore il 12 settembre 1907, dai genitori Berardino Patella e Alba Maraviglia in una delle più nobili e antiche famiglie della nostra comunità”, spiega il presidente della Fondazione, l’ingegner Vittorio Pompa.

“Sposa il geometra Carlo Ricchetti, persona eclettica e ingegnosa, che ricopre la carica di sindaco del nostro Comune dal 1956 al 1960. La mancanza di prole, il più forte rammarico della sua vita, come più volte mi ha confidato, contribuisce negli anni a radicare ancora di più il suo legame verso la comunità, in particolare verso i giovani”.

Nel corso della sua lunga vita infatti, donna Maria dispone importanti atti di liberalità a favore di tutta la comunità castelluccese, tra cui spicca anche la Torre bizantina di cui si festeggia il Millenario.

Riguardo alla Fondazione, il presidente Pompa illustra il contenuto del testamento olografo scritto dalla signora Patella: 

“La signora Patella istituisce una fondazione da denominarsi ‘La Picarella, famiglia Patella e Carlo Ricchetti’ e nomina la Fondazione sua erede universale. Lega ad essa tutto il suo patrimonio personale, ad esclusione del palazzo di famiglia, attribuito a parenti e persone care”.

“Il patrimonio legato alla Fondazione consiste quindi in 30 ettari di terreni comprendenti un grosso fabbricato rurale al tempo adibito a residenza estiva e frantoio oleario, nonché due ruderi di vecchi mulini ad acqua, alimentati dal torrente Freddo”.

La casa in campagna di donna Maria è un luogo molto caro per lei, perché è custode dei suoi ricordi più intensi: per questa ragione la nobildonna ha disposto che la Fondazione avrà come obiettivo centrale la formazione dei ragazzi alle diverse attività lavorative e culturali. Ecco cosa scrive nel suo testamento:

“Il tutto dovrà svolgersi ed avrà come sede centrale la villa, e più precisamente dove trovavasi il frantoio oleario e dove subito dopo sposata vi andai a passare gli anni più belli della mia giovinezza e dove assieme a mio marito vi abbiamo profuso le nostre migliori energie, con tanti sacrifici e dove avevamo tanto sognato vi fiorisse la vita”.

Anche i componenti del Consiglio direttivo vengono designati da donna Maria, come spiega il presidente:

“La signora Patella definisce la composizione del Consiglio direttivo, assegnando all’avvocato Giuseppe De Girolamo, nipote, il ruolo di presidente della Fondazione ed esecutore testamentario delle sue volontà e nomina componenti del consiglio direttivo: insegnante Adele Petitti; assistente sociale Rosa Petitti; avvocato Vito De Girolamo; Andrea De Stefano; professor Pasquale Cacchio e il sottoscritto Vittorio Pompa”.

Nel 2015 l’avvocato De Girolamo, che ha sempre sostenuto e incoraggiato la signora Patella, a causa dei suoi impegni professionali, rassegna, suo malgrado, le dimissioni dalla carica di presidente, proponendo al Consiglio direttivo la nomina del consigliere Vittorio Pompa.

“E’ così che dal 17 maggio 2015 il sottoscritto è presidente della Fondazione ‘La Picarella’, il cui primo atto fu quello di proporre al Consiglio direttivo l’istituzione della carica di Presidente onorario e la nomina a tale carica dell’avvocato Giuseppe De Girolamo. Esattamente tre mesi fa, il 7 giugno, l’avvocato Giuseppe De Girolamo ci ha lasciati, passando a miglior vita: se questa sera fosse stato fra noi questo intervento, più incisivo ed articolato, sarebbe stato certamente il suo”.

La Fondazione ‘La Picarella, famiglia Patella e Carlo Ricchetti’ viene costituita il 31 maggio 2006, con atto del notaio Orfina Scrocco e registrato a Lucera il 19 giugno 2006, al n. 280, in osservanza delle volontà di donna Maria.

 

La Torre Bizantina compie 1000 anni

Articolo del 3 settembre 2019

Il Comune di Castelluccio Valmaggiore e la Fondazione ‘La Picarella’ celebrano il Millenario della Torre

Compie 1000 anni la Torre bizantina, simbolo della memoria storica del Comune di Castelluccio Valmaggiore, che in collaborazione con la Fondazione ‘La Picarella’ celebra questa importante ricorrenza sabato 7 settembre, con una giornata ricca di momenti culturali e d’intrattenimento, culminata dalla presenza del professor Pasquale Favia, archeologo medievista.

La torre, fatta edificare nel 1019 da Basilio Boioannes, catapano d’Italia dal 1017 al 1027, fu donata al Comune di Castelluccio Valmaggiore nell’ottobre del 1992 dalla nobildonna Maria Patella, fondatrice de ‘La Picarella’, presieduta dall’ingegner Vittorio Pompa.

La signora Patella, scomparsa nel 2004, era l’ultima discendente di un’antica famiglia del luogo: le prime testimonianze risalgono infatti al 1577, anno in cui Berardino Patella fece riedificare, a sue spese, parte dell’antica chiesa di San Rocco, come si evince dalla scritta incisa sull’architravato della porta d’ingresso (fonte: ‘Notizie storiche intorno al Comune ed al Clero di Castelluccio Valmaggiore’, del canonico Domenico De Palma).

La millenaria torre bizantina, dopo essere stata donata al Comune, venne restaurata grazie all’interessamento del dottor Pasquale Bloise, all’epoca presidente del Consiglio comunale; da diversi anni il monumento è aperto al pubblico e ospita una raccolta di reperti paleontologici risalenti al periodo compreso tra il Cretaceo e il Pleistocene. I fossili sono stati recuperati nella la Valle del Celone dal professor Pasquale Cacchio, che li ha donati alla comunità.

Durante la cerimonia del Millenario sarà inoltre scoperto un cippo in pietra, su cui è incisa la data del 1019, anno della costruzione della torre; l’opera è stata commissionata dal presidente della Fondazione ‘La Picarella’, l’ingegner Vittorio Pompa, e realizzata da un artigiano del luogo, Antonio Ziccardi. 

(Daniela Palmieri, giornalista pubblicista)

Programma

6 Giugno 2019

Ci ha lasciati l’avv. Giuseppe De Girolamo

Il presidente Vittorio Pompa e i consiglieri porgono le più sentite condoglianze alla consorte, ai figli Vittoria, Carla e Vito e al fratello, il chirurgo Clemente.

L’avvocato Giuseppe De Girolamo, esecutore testamentario e presidente onorario della Fondazione La Picarella, si è spento nella sua casa di Lucera il 6 giugno 2019.

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