Dona il tuo 5 per 1000 alla Fondazione

Anche quest’anno è possibile donare il 5 per mille alla Fondazione “La Picarella- Famiglia Patella e Carlo Ricchetti ETS”, utilizzando i riferimenti riportati nella locandina. Non costa nulla e puoi aiutarci a supportare le iniziative di formazione promosse.

Adolescenti e giovani al centro del nuovo Corso di formazione: info e modalità di iscrizione  

Riprendono le attività formative promosse dalla Fondazione ‘La Picarella-Famiglia Patella e Carlo Ricchetti’ETS, che propone un nuovo Corso dal titolo ‘Adolescenti e giovani tra autonomia e dipendenze. La relazione d’aiuto a scuola, in famiglia e nella società post-pandemica’. Il Corso è accreditato presso la piattaforma S.O.F.I.A. del Miur e si rivolge a genitori, insegnanti, personale ATA e educatori.

Si tratta della seconda iniziativa formativa promossa dalla nostra Fondazione, realizzata con il patrocinio del Rotary Club Foggia, ed è frutto del protocollo d’intesa sottoscritto tra la Fondazione ‘La Picarella-Famiglia Patella e Carlo Ricchetti’-ETS, presieduta dall’ingegner Vittorio Pompa; l’associazione ‘Crescere Onlus’, presieduta dalla signora Rita Vurchio; la Dite Servizi, Produzioni, Editoria, presieduta dal dottor Giuseppe Mammana; l’Istituto Comprensivo ‘Virgilio Salandra’, con sede a Troia, diretto dalla professoressa Maria Michela Ciampi, dirigente altresì della scuola primaria e dell’infanzia, nonché della scuola secondaria di primo grado del Comune di Castelluccio Valmaggiore.

Il Corso di formazione, articolato in 6 incontri pomeridiani che si svolgeranno in un periodo compreso tra  29 novembre 2022 e 27 febbraio 2023, consente di acquisire e consolidare le competenze utili a migliorare l’autonomia dei ragazzi, al fine di costruire delle sane relazioni sociali e contrastare le dipendenze, anche nell’ottica degli effetti problematici prodotti dalla pandemia e nella gestione di ragazzi Bes e Dsa. La cornice metodologica utilizzata è quella del counseling –coaching breve. Tutti gli incontri saranno gestiti dal dottor Giuseppe Mammana, psichiatra e psicoterapeuta, insieme al dottor Luigi de Michele, medico, psicoterapeuta, counselor e conduttore di gruppo, nonché dal dottor Gaetano d’Alessandro, psichiatra, psicoterapeuta, counselor e conduttore di gruppo.

Nello specifico, le lezioni comprenderanno 4 moduli che verteranno sulle seguenti tematiche:

Modulo 1-‘La relazione d’aiuto a scuola e in famiglia’:

Introduzione al corso

Educazione a scuola e in famiglia dopo la pandemia

Il Counseling breve scolastico nella promozione della persona, della sua autonomia e delle relazioni

Il Counseling valore aggiunto relazionale della competenza educativa e didattica

Modulo 2-‘La comunicazione efficace’:

 Le regole della comunicazione

La comunicazione efficace e affettiva

La comunicazione in famiglia

Modulo 3- ‘I rapporti genitori-figli:  Adolescenze, autonomie, dipendenze’:

L’adolescenza e la genitorialità

Adolescenza e dipendenze

Adulti e dipendenze

Modulo 4- ‘La relazione d’aiuto e di crescita: un metodo a scuola e in famiglia’:

Il Counseling breve, teoria e prassi

Il Coaching educativo

Di seguito, il calendario delle lezioni:

29 novembre 2022

16 dicembre 2022

16 e 30 gennaio 2023

13 e 27 febbraio 2023

Tutti gli incontri avranno la durata di 3 ore ciascuno, per un totale di 18 ore di formazione, utili all’ottenimento di crediti formativi.

Le lezioni si terranno a Castelluccio Valmaggiore, nella sala multifunzionale della ‘Casa del Parco’, con ingresso in via Ciompi, messa a disposizione dal Presidente del “Ce.Se.Vo.Ca.-Società Cooperativa Sociale-Impresa Sociale” Cav. Pasquale Marchese. La sala dispone di spazi ampi, nonché di tutte le attrezzature tecnologiche necessarie allo svolgimento del Corso, al termine del quale verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Modalità di iscrizione

Tutti i docenti, personale educativo e personale ATA che vogliono iscriversi al Corso di formazione diretto dal dottor Mammana, potranno farlo a dal 2 al 28 novembre tramite la piattaforma S.O.F.I.A. del Miur, utilizzando i seguenti codici d’accesso:

Titolo del Corso: ‘Adolescenti e giovani tra autonomia e dipendenze. La relazione d’aiuto a scuola, in famiglia e nella società post-pandemica’

ID Evento: 77896; ID Edizione 115026

Ente formatore: Associazione Crescere Onlus

Piattaforma: S.O.F.I.A. Miur

Inoltre, al fine di snellire le procedure di registrazione dei partecipanti al Corso, si prega di compilare l’apposita scheda di iscrizione scaricabile sul blog della Fondazione.

Successivamente alla compilazione, la scheda dovrà essere inviata al seguente indirizzo email: vdl.pompa@gmail.com

Vi aspettiamo numerosi!

Daniela Palmieri

(Progetto grafico: Giulia Maione)

Visita allo Zoosafari di Fasano

FONDAZIONE

“LA PICARELLA-FAMIGLIA PATELLA E CARLO RICCHETTI”

Via Salita Borgo, 6
71020 Castelluccio Valmaggiore (FG)

cod. fisc.: 03429280716
PEC: fondazionepatella@pec.lapicarella.it
https://fondazionelapicarella.com
http://www.lapicarella.it

Il Consiglio Direttivo della Fondazione “LA PICARELLA-FAMIGLIA PATELLA E CARLO
RICCHETTI” ringrazia tutti i genitori che, nell’ambito del “PREMIO “MARIA RAFFAELA
PATELLA”, hanno partecipato insieme ai propri figli alla visita dello Zoosafari di Fasano
nella speranza che sia stata cosa gradita.

Un ringraziamento all’Amministrazione Comunale, in particolare, all’Assessore alla Cultura
Angelo Pompa che ci ha incoraggiati a partecipare con una nostra iniziativa all’Agosto
Castelluccese, già pieno di manifestazioni di rilievo.

Un ringraziamento speciale alla Presidente della locale Associazione Pro-Loco
Antonietta Festa, per la pronta diponibilità e per aver guidato il gruppo con autorevolezza e competenza.

Cordialità

Castelluccio Valmaggiore, 23/08/2022

IL PRESIDENTE Ing. Vittorio POMPA

La Fondazione diventa Ente con personalità giuridica privata

A partire dal 19 aprile 2022, la Regione Puglia ha provveduto al riconoscimento della personalità giuridica privata della ‘Fondazione La Picarella, famiglia Patella e Carlo Ricchetti’, attraverso un documento emesso dalla Direzione amministrativa del Gabinetto, che attesta altresì l’iscrizione della Fondazione nell’apposito registro (Registro Regionale delle Persone giuridiche, DPR n. 361/2000).

Nel Registro regionale delle Persone giuridiche private sono iscritte molte Fondazioni e Enti non commerciali e, per farlo, è necessario avere determinati requisiti: innanzitutto, l’Ente o Fondazione in questione deve disporre di un patrimonio adatto allo scopo, indicato nei parametri di riferimento contenuti nella Riforma del Terzo Settore (patrimonio minimo 5 mila euro se costituiti come associazioni, 30 mila euro se costituiti come Fondazioni); in secondo luogo, è ovviamente necessario che il soggetto che si iscrive sia costituito con atto pubblico redatto da un notaio.

Nel caso specifico della Fondazione La Picarella, che è un Ente che opera a livello locale, la personalità giuridica privata è riconosciuta dalla Regione, mentre nel caso di Enti che operano a livello nazionale o in un ambito di competenza dello Stato, la personalità giuridica privata viene riconosciuta dalle Prefetture. Vi sono poi delle eccezioni specifiche per gli Enti con sede nelle Regioni a Statuto speciale.

Il riconoscimento della personalità giuridica privata è concesso laddove tutti i parametri indicati siano soddisfatti e laddove lo scopo della Fondazione sia ritenuto meritevole e non violi la legge.

Daniela Palmieri 04/05/2022

2020

Cala il sipario sul Corso promosso dalla Fondazione: buona la prima!

Conclusa con una partecipazione molto sentita la prima attività promossa dalla Fondazione ‘La Picarella-Famiglia Patella e Carlo Ricchetti’, che in collaborazione con l’associazione Crescere onlus, l’Istituto comprensivo ‘Virgilio Salandra’ e la Dite Servizi, Produzione, Editoria ha organizzato un corso di formazione rivolto a famiglie e insegnanti del territorio, ma non solo.

Hanno infatti preso parte all’iniziativa anche molti corsisti provenienti dai Comuni limitrofi a Castelluccio Valmaggiore e questo dato fa riflettere sulla necessità di creare altre occasioni di confronto e scambio, affinchè possano sempre emergere le potenzialità di ciascuno, in particolar modo di un territorio che ha risposto in modo entusiasta all’offerta formativa proposta.

Sono stati 39 in tutto i partecipanti al corso di formazione ‘Relazione d’aiuto e rapporti genitori-figli nella scuola della società complessa’, gestito dal dottor Giuseppe Mammana, psichiatra e psicoterapeuta, che insieme al dottor Luigi de Michele ha condotto le lezioni.

Lezioni che si sono svolte in presenza, ma anche in videoconferenza, e tutte ‘spalmate’ in un arco di tempo più lungo del previsto, poiché nel mentre è accaduto un evento che nessuno di noi poteva immaginare: la pandemia da covid 19. Un fatto, questo, che ci ha messi alla prova tutti, indistintamente: come esseri umani che occupano uno spazio sulla terra; come lavoratori costretti a stare fermi; soprattutto, il covid ci ha messi alla prova come persone che devono re-inventarsi la quotidianità, convivendo con uno stato di emergenza sanitaria e, nel contempo, andare avanti.

Ci siamo riusciti? Forse ognuno di noi, dentro di sé, si è posto questa domanda.

Intanto, per quel che riguarda la Fondazione, è certo che nel suo piccolo ce l’ha messa tutta: con tutti i suoi limiti, ma anche con tutti i suoi strumenti, cercando di garantire continuità e sicurezza ai corsisti che hanno raccolto l’invito a partecipare, e la cui collaborazione per la ripartizione dei due turni nella fase di ripresa del corso è stata preziosissima.

Altrettanto preziosa è stata la disponibilità dell’associazione Crescere onlus e dei suoi relatori, che durante gli ultimi due incontri hanno svolto un lavoro doppio, dovendo organizzare la lezione online in due turni per volta, al fine di consentire a tutti i corsisti di collegarsi, compatibilmente con i rispettivi impegni a scuola. Prima della risalita dei contagi, aumentati velocemente già nella seconda settimana di ottobre, la Fondazione aveva proposto ai corsisti di prendere parte alle restanti lezioni in presenza, sempre nella sala polifunzionale della Casa del Parco, sanificata per l’occasione e nel pieno rispetto di tutte le norme anti-covid vigenti: ripartizione del gruppo dei partecipanti in due sottogruppi per la sicurezza di tutti; ampia distanza tra un corsista e l’altro, garantita dalla presenza di postazioni individuali; registrazione dei presenti; rilevazione della temperatura corporea con termo-scanner, oltre, ovviamente, alla messa a disposizione di gel igienizzanti e la disinfezione delle postazioni tra un turno e l’altro, a cura della Fondazione.

Trattandosi però di una fase molto delicata e poiché la nuova ondata di contagi ha suscitato un comprensibile turbamento in ognuno, si è ritenuto, in accordo con organizzatori e corsisti, di portare a termine il corso in modalità online, ma non solo.

Ciò che è apparso fondamentale in questa situazione assolutamente nuova per tutti è stato il fatto di provare a dare un senso ai timori di ognuno, dedicando parte della lezione all’emozione che sembra essere quella dominante ultimamente e che non va trascurata: la paura. Provare a riconoscerla, gestirla e affrontarla, per far si che le nostre risposte siano quanto più possibili funzionali alla situazione e, soprattutto, non invalidanti. La partecipazione e l’interesse sono stati notevoli, come sin dall’inizio, del resto.

Già a dicembre 2019, quando sono pervenute le iscrizioni al corso, accreditato presso la piattaforma S.o.f.i.a. del Miur, il presidente della Fondazione, l’ingegner Vittorio Pompa, commentò con entusiasmo l’alto numero dei partecipanti interessati all’iniziativa: “La partecipazione supera le attese: docenti dell’Istituto Virgilio-Salandra e di numerose altre istituzioni scolastiche, tanti giovani laureati provenienti dalla nostra comunità e da quelle vicine!”, disse durante l’intervista che ha preceduto l’apertura del corso.

Presidente, con tutte le difficoltà organizzative dovute all’emergenza covid, sopraggiunta proprio nel mezzo della prima iniziativa lanciata dalla Fondazione, si può dire che il corso si è concluso con successo. Che impressioni ha rilevato durante le lezioni, tra i partecipanti? Ci sono già delle idee per organizzare altri corsi o iniziative rivolte alla comunità?

“Questo corso ha dato tanto alla nostra comunità, esprimo soddisfazione a nome dell’intero Consiglio direttivo, e la partecipazione degli iscritti ci fa dire che è ben riuscito, nonostante l’emergenza sanitaria che ha penalizzato il proseguimento delle attività in presenza. Abbiamo ricevuto segnali di incoraggiamento ad andare avanti anche in altre attività: qualcuno dei partecipanti, incontrato qui in paese, ha espresso soddisfazione e ha chiesto quando ci saranno altre iniziative. Sicuramente continuerà la collaborazione con il dottor Mammana, il dottor de Michele e la signora Vurchio, dell’associazione Crescere, che hanno curato tutti i dettagli del corso con competenza e professionalità, nonché con la preside dell’Istituto ‘Virgilio Salandra’, professoressa Maria Michela Ciampi. Ci auguriamo di dar vita a nuove attività in presenza, per far si che emerga il ruolo stesso della Fondazione, nel solco tracciato dalla fondatrice, donna Maria Patella, e dal nipote e compianto presidente, avvocato Giuseppe De Girolamo”.

“La Fondazione ci tiene a svolgere attività in presenza, perché portare persone equivale a portare movimento nella nostra piccola comunità, e permette di creare relazioni , di valorizzare quello che abbiamo in paese, comprese le strutture. Oltre alla sede della Fondazione concessa dal Comune, di cui ringrazio il sindaco, Rocco Grilli e l’assessore alla Cultura, Angelo Pompa, abbiamo la sala polifunzionale della Casa del Parco, ampia e con tutti gli strumenti idonei a svolgere attività. La sala è stata messa a disposizione dal Ce.se.vo.ca, presieduto da Pasquale Marchese e, in occasione dello svolgimento del corso in presenza, è stata interamente sanificata e preparata grazie al lavoro puntuale di due suoi collaboratori, che avevano provveduto ad ogni accortezza, dal distanziamento delle postazioni alla disinfezione. Ci auguriamo, in un futuro non lontano, di utilizzarla e accogliere persone alle prossime iniziative, che saranno comunicate anche tramite email ad ognuno dei partecipanti di questo corso di formazione. Ci teniamo a coltivare un legame con coloro che partecipano alle nostre attività e, vorremmo poter arrivare anche e soprattutto ai ragazzi, coinvolgere loro”.

Per quanto riguarda la consegna degli attestati di partecipazione, a breve ogni corsista riceverà al proprio indirizzo di posta elettronica le modalità per il ritiro.

Al corso hanno preso parte non solo persone del posto, e non solo insegnanti: su 39 corsisti ci sono state anche mamme, educatrici, psicologhe e liberi professionisti, provenienti dai Comuni di Lucera, Troia e Foggia, oltre che di Castelluccio Valmaggiore.

Ma vediamo nel dettaglio:

dei 39 partecipanti, di cui 38 donne e 1 uomo, le docenti sono in tutto 23, di cui 15 provenienti dall’Istituto Comprensivo Virgilio Salandra di Troia e 8 provenienti da istituti scolastici di Lucera; 3 le educatrici; 5 le mamme; 2 le psicologhe; 6 tra funzionari e liberi professionisti. Insomma, il corso ha suscitato l’interesse non solo di coloro che quotidianamente interagiscono con i ragazzi, ma anche di chi, per lavoro, comunica col pubblico in generale. E’ stato infatti proprio l’aspetto della ‘comunicazione efficace’ uno dei temi portanti del corso.

Dottor Mammana, quanto può essere d’aiuto una comunicazione efficace nella gestione delle relazioni quotidiane? E che valore assume oggi, in epoca di pandemia, mentre siamo tutti in una fase di cambiamento e adattamento ad una nuova situazione? Come affrontare al meglio la nuova epoca che ci prepariamo a vivere?

“Il ruolo della comunicazione efficace è fondamentale nelle relazioni umane, educative e scolastiche specie in tempi di pandemia, dove in una prima fase abbiamo assistito anche all’effetto che ha avuto sulla collettività una comunicazione squilibrata, sensazionalistica e terroristica da parte di molta informazione. Questo ha creato quella che viene chiamata info-demìa, ossia un effetto comunicativo che aggrava lo stato di ansia e angoscia collettiva, perché tende a far perdere lucidità e razionalità senza dare suggerimenti pratici. Questo comporta anche una dissuasione alle misure di prevenzione da parte di una quota di popolazione, che tende ad ignorarle perché pensa “Tanto il virus si diffonde lo stesso”. E’ necessaria una comunicazione equilibrata in tutti gli ambiti, sia pubblici che familiari. A scuola devono essere gli insegnanti, in quanto esaminatori attenti della realtà, a fare questo sforzo di equilibrio”.

Riguardo alla didattica, meglio a distanza o in presenza?

“Meglio ridurre che azzerare, alternando didattica a distanza e didattica in presenza. Il giusto equilibrio. Questo consente di mantenere le giuste distanze e contemporaneamente favorire la socialità, che è importante e la cui assenza può generare altre problematiche”.

Daniela Palmieri, 20 ottobre 2020

Rinvio premio “Maria Raffaela Patella

FONDAZIONE “LA PICARELLA – FAMIGLIA PATELLA E CARLO RICCHETTI” Via Salita Borgo 6 – 71020 Castelluccio Valmaggiore (FG) C.F./P.IVA: 03429280716 —PEC:fondazionepatella@pec.lapicarella.it

Alla Dirigente Scolastica

Prof.ssa Maria Michela CIAMPI

OGGETTO:  PREMIO “MARIA RAFFAELA PATELLA”  PRIMA EDIZIONE 

Gent.le Dirigente Scolastica,

la vigente situazione emergenziale, che ha richiesto la sospensione di tutte le attività didattiche di ogni ordine e grado, ci obbliga, per senso di responsabilità e rispetto verso il corpo docente le famiglie e le scolaresche, a ripensare lo svolgimento della PRIMA EDIZIONE DEL PREMIO PATELLA.

La ripresa dell’attività, come prevedibile, della quale al momento non si conoscono i termini, comporterà un eccezionale carico di lavoro per docenti ed alunni che non vogliamo ulteriormente gravare con lo svolgimento delle prove previste dal bando.

Ritengo, pertanto, sia opportuno un rinvio della PRIMA EDIZIONE DEL PREMIO PATELLA al prossimo anno scolastico 2020/2021 con la certezza che il nostro Paese saprà superare, nel frattempo, le attuali difficoltà e garantire ad alunni e docenti le migliori condizioni di crescita e di realizzazione.

Con osservanza.

Castelluccio Valmaggiore, 26/03/2020

IL PRESIDENTE Ing. Vittorio POMPA

Corso di formazione per famiglie e insegnanti: le interviste

Avrà inizio mercoledì 15 gennaio il corso di formazione ‘Relazione d’aiuto e rapporti genitori-figli nella scuola della società complessa’, rivolto a docenti e famiglie, promosso dalla Fondazione ‘La Picarella-Famiglia Patella e Carlo Ricchetti’.

Per l’occasione, un piccolo focus sugli obiettivi delle lezioni ci vengono forniti dal dottor Giuseppe Mammana, direttore scientifico del corso, nonché psichiatra e psicoterapeuta:

Dottor Mammana, prendendo spunto dal titolo del corso: cos’è una ‘relazione d’aiuto’ e come avviene?

Una relazione d’aiuto si attua quando chi ha bisogno di essere supportato si rivolge ad una persona che considera di riferimento, in questo caso il genitore e l’insegnante. Ciò che è importante è la modalità dell’aiutare, affinchè l’aiuto non diventi una ‘sostituzione’ all’altro, ma sia un garantire gli strumenti per far si che l’altro diventi indipendente.

Il corso è rivolto a famiglie e insegnanti: in base alla sua esperienza di psichiatra, a contatto sia con ragazzi che con adulti, quali sono gli aspetti della società complessa con cui devono confrontarsi oggi, gli adulti e i giovani?

Uno degli aspetti con cui tutti dobbiamo confrontarci oggi è una società sempre più individualizzata: i genitori e gli insegnanti sono spesso ‘sordi’, perché concentrati sui contenuti, piuttosto che sulla qualità della relazione. 

Il corso dedica uno degli incontri al tema della comunicazione. Quando la comunicazione può considerarsi ‘efficace’?

La comunicazione è efficace quando ciò che si vuole trasmettere viene recepito per come lo si vuole trasmettere, ed è capace di generare un feedback. Il comunicatore equilibrato infatti è interessato principalmente al feedback, mentre il comunicatore narcisista cerca solo se stesso ed è interessato più a ciò che dice che a ciò che ascolta.

Parliamo di genitori/figli e di tecnologia: in che modo si può educare, adulti e ragazzi, ad un uso consapevole degli strumenti tecnologici?

Mettendo da parte innanzitutto il pregiudizio moralistico nei confronti della tecnologia, riconoscendone il valore e comprendendo che ci ha permesso di fare grossi passi avanti; poi, ognuno di noi può usare gli strumenti tecnologici o essere usato da questi strumenti, perciò per farne un uso consapevole è importante darsi limiti e spazi temporali.

Dottor Mammana secondo lei la ‘Peer education’, l’educazione tra pari, argomento di uno dei suoi corsi di formazione, può essere applicata nel contesto odierno, a scuola, tra i ragazzi delle nuove generazioni? 

La peer education riguarda proprio la qualità della relazione, che non è più ‘in verticale’, ma avviene ‘in orizzontale’, tra pari, appunto. Il corpo docente non ha mai voluto recepire questo modello qualitativo, di cui già si parlava vent’anni fa, proprio perché si tende a lavorare più sui contenuti che sulla qualità della relazione. E questo inficia il valore della scuola, che ancora oggi non è adeguata ai tempi.

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Il corso, gestito dal dottor Mammana, insieme al dottor Luigi De Michele, psicoterapeuta e conduttore di gruppo, si articolerà in 6 incontri pomeridiani della durata di 3 ore ciascuno ed è accreditato presso il Ministero dell’Università e della Ricerca.

Si tratta della prima iniziativa pubblica promossa dalla Fondazione, presieduta dall’ingegner Vittorio Pompa, che ci ha fornito qualche dettaglio utile a comprendere la ricaduta positiva che simili iniziative hanno sul territorio:

Presidente, siamo alla prima attività promossa dalla Fondazione per le famiglie e gli insegnanti del territorio, i quali affronteranno una tematica molto attuale: ‘Relazione d’aiuto e rapporti genitori-figli nella scuola della società complessa’: che risposta c’è stata in termini di partecipazione? Com’è stata accolta l’iniziativa?

L’organizzazione del corso, con le guide illuminate del dott. Giuseppe Mammana, direttore scientifico e docente,  e della dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Virgilio-Salandra, professoressa Maria Michela Ciampi, è una iniziativa che la Fondazione intraprende nel rispetto degli scopi statutari fissati dalla fondatrice, donna Maria Patella, che in vita ha sempre avuto a cuore la comunità e i suoi giovani.

L’iniziativa è stata sostenuta ed incoraggiata dall’Amministrazione comunale, nelle persone del sindaco,  Rocco Grilli e dell’Assessore alla Cultura, Angelo Pompa, nonché dall’Associazionismo locale del Ce.Se.Vo.Ca., di Pasquale Marchese e, in particolare, dall’Autorità Scolastica. La partecipazione supera le attese: docenti dell’Istituto Virgilio-Salandra e di numerose altre istituzioni scolastiche, tanti giovani laureati provenienti dalla nostra comunità e da quelle vicine.

Il corso si articolerà in 6 incontri che verteranno principalmente sugli aspetti comunicazione/relazione, sia in famiglia che a scuola: com’è nata l’idea di promuovere un corso che affrontasse queste tematiche?

L’idea è nata all’interno del Consiglio Direttivo della Fondazione, dalla constatazione che  i fatti di cronaca, con sempre maggiore frequenza, dimostrano che alla crescita culturale delle famiglie e degli studenti non sempre si accompagna una semplificazione dei rapporti fra studenti, fra studenti e docenti. Le cause sono molteplici, ma certamente la famiglia, mi riferisco ad un equilibrato rapporto genitori-figli, può giocare un ruolo decisivo nella ‘crescita scolastica’ e quindi nel processo formativo dei nostri studenti.

L’obiettivo della Fondazione, come espresso nelle volontà testamentarie di donna Maria, è quello di promuovere attività di formazione e cultura in favore dei ragazzi: in qualità di cittadino di Castelluccio Valmaggiore, come vede le nuove generazioni? E, in qualità di presidente, in che modo ritiene che la Fondazione possa valorizzare le potenzialità del territorio e dei suoi giovani?  

Nella organizzazione del corso ho potuto constatare quanto sia rilevante il numero dei giovani laureati: è  un motivo d’orgoglio, poiché questi giovani rappresentano la vera ‘ricchezza’ per il futuro della nostra piccola comunità e mi stimola, come presidente, a proseguire nel solco tracciato dalla fondatrice. A questa iniziativa, quindi, ne seguiranno altre tutte tese alla valorizzazione dei giovani. La Fondazione ‘La Picarella’ possiede in sé una ‘progettualità potenziale’, derivante dal proprio patrimonio, che può esprimersi non solo in termini formativi: è compito del Consiglio Direttivo, in sinergia con  le Autorità  locali e l’Associazionismo locale,  realizzarne la portata.

Quali sono i valori che animano le iniziative promosse dalla Fondazione?

I valori che animano le nostre iniziative sono quelli trasmessi dalla fondatrice Maria Patella: la valorizzazione dei giovani e del territorio, affinché i nostri giovani e il nostro territorio diventino negli anni in avvenire sempre più protagonisti del proprio destino nella lotta allo spopolamento e all’abbandono, mali che attanagliano ovunque le piccole comunità. Nutro la speranza, quindi, che i nostri giovani non siano semplici fruitori di iniziative, seppur lodevoli, della Fondazione ma che siano, essi stessi, soggetti propositivi:  saremo sempre pronti ad accoglierne i suggerimenti.

Il corso di formazione è frutto di un protocollo d’intesa sottoscritto lo scorso luglio tra la Fondazione ‘La Picarella-Famiglia Patella e Carlo Ricchetti’; l’Istituto Comprensivo ‘Virgilio Salandra’ con sede a Troia, diretto dalla professoressa Maria Michela Ciampi, responsabile della scuola primaria e dell’infanzia, nonché della scuola secondaria di primo grado del Comune di Castelluccio Valmaggiore; l’associazione ‘Crescere Onlus’, presieduta dalla signora Rita Vurchio; la Dite Servizi, Produzioni, Editoria, presieduto dal dottor Giuseppe Mammana.

Interviste a cura di Daniela Palmieri

14 gennaio 2020

Locandina di Giulia Maione

Corso di Formazione per famiglie e insegnanti: obiettivi e modalità di partecipazione

L’ingresso al piano superiore della Casa del Parco (foto ing. Vittorio Pompa)

Si svolgeranno da gennaio ad aprile 2020 gli incontri del corso di formazione ‘Relazione d’aiuto e rapporti genitori-figli nella scuola della società complessa’, promosso dalla Fondazione ‘La Picarella-Famiglia Patella e Carlo Ricchetti’, presieduta dall’ingegner Vittorio Pompa.

L’iniziativa è frutto del protocollo d’intesa sottoscritto lo scorso luglio tra la Fondazione, l’associazione ‘Crescere Onlus’, presieduta dalla signora Rita Vurchio; la Dite Servizi, Produzioni, Editoria, presieduto dal dottor Giuseppe Mammana; l’Istituto Comprensivo ‘Virgilio Salandra’, con sede a Troia, diretto dalla professoressa Maria Michela Ciampi, responsabile della scuola primaria e dell’infanzia, nonché della scuola secondaria di primo grado del Comune di Castelluccio Valmaggiore.

Il corso, accreditato presso il Ministero dell’Università e della Ricerca, è rivolto a tutte le famiglie e gli insegnanti dell’Istituto e consente di apprendere gli strumenti di base necessari per integrare al meglio le competenze didattiche e relazionali. Si articolerà in 6 incontri pomeridiani della durata di 3 ore ciascuno e sarà gestito dal dottor Mammana, psichiatra e psicoterapeuta, insieme al dottor Luigi de Michele, psicoterapeuta e conduttore di gruppo.

La sala di via Ciompi ( (foto ing. Vittorio Pompa)

Nello specifico, le lezioni comprenderanno 4 moduli che verteranno sulle seguenti tematiche:

‘La relazione d’aiuto a scuola’: Introduzione al corso; Il Counseling breve scolastico nella promozione della persona e delle relazioni; Il Counseling valore aggiunto relazionale della competenza didattica.

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Millenario della Torre Bizantina 1019-2019

Articoli di Daniela Palmieri

La Torre bizantina: un dono alla comunità

Articolo dell’8 settembre 2019

Un bene riconosciuto di interesse culturale dalla Soprintendenza per i Beni architettonici di Bari (1 marzo 1989) la Torre bizantina di Castelluccio Valmaggiore, in piedi da mille anni.

Anche se, come ha fatto notare l’archeologo medievista Pasquale Favia, dell’Università degli studi di Foggia, intervenuto in occasione del millenario, la datazione del 1019, seppure documentata, risulta incerta quando si fa riferimento specifico all’uno o all’altro castello presente sui Monti Dauni. Quello che è certo è che tutti i castelli dell’area avevano la medesima funzione offensiva e difensiva e che il centro principale del territorio era la città di Troia.

Molto particolare la storia della donazione della Torre bizantina da parte di donna Maria al Comune di Castelluccio Valmaggiore, ora guidato dal sindaco Rocco Grilli: la donazione è avvenuta formalmente nel novembre 1990 con atto del notaio Luciano Mattia Follieri, alla condizione che il monumento venisse adibito a centro culturale da intestare alla memoria di Carlo Ricchetti, defunto marito della signora Patella. Inoltre, come la stessa donna Maria dettò al notaio, la Torre bizantina veniva donata al Comune “con l’impegno di conservare nella memoria della comunità di Castelluccio Valmaggiore un segno dell’antico e glorioso passato castelluccese”.

Tante però furono le vicissitudini che hanno preceduto questa donazione, come racconta l’ingegnere Vittorio Pompa, presidente della Fondazione ‘La Picarella’, nonché sindaco di Castelluccio Valmaggiore dal 1985 al 1995:

“Fu una vicenda piuttosto complessa che appassionò, come spesso accade, la nostra vivace comunità: la signora Patella, nel 1980, aveva già effettuato una donazione della Torre a favore della parrocchia di San Giovanni Battista (atto del 22 novembre 1980, notaio Umberto Sabuzi Giuliani) alla condizione, espressamente specificata nell’atto e non verificatasi, che la parrocchia, ai sensi e nei termini di legge, accettasse in proprio la donazione entro e non oltre l’11 novembre 1981”.

Il percorso della donazione della Torre bizantina al Comune di Castelluccio Valmaggiore sembra avere inizio da una lunga e articolata lettera riservata da parte dell’allora sindaco Pompa alla signora Maria Patella, datata 31 ottobre 1988 e disponibile sul sito e sul blog de ‘La Picarella’.

“Lettera con la quale chiedevo, dopo ampia argomentazione, di effettuare la donazione della Torre antica a favore del Comune di Castelluccio Valmaggiore”, spiega il presidente Pompa, che aggiunge: “in realtà la prima mossa, per così dire, risalente a circa due anni prima, fu della signora Patella, che confidò ad un’amica e vicina di casa che le aveva fatto visita, l’intenzione di donare la Torre antica al Comune, nella certezza che il messaggio sarebbe arrivato velocemente al sindaco. La notizia, infatti, mi arrivò velocemente”.

Una situazione abbastanza incresciosa, dato che la Torre era stata precedentemente donata alla chiesa e versava in condizioni di visibile ammaloramento, dato che non si era intrapresa alcuna procedura di restauro del monumento.

“Se da una parte apprezzavo e mi rendevo conto dell’importanza di quella donazione per la nostra comunità, dall’altra parte sapevo che l’accettazione sarebbe stata interpretata, da una parte della comunità, come un’intromissione fra la signora Patella e le autorità ecclesiastiche, che periodicamente chiedevano alla signora Patella di reiterare la donazione, chiedevano cioè un nuovo atto di donazione. Feci giungere, tramite lo stesso canale, alla signora Patella i dovuti ringraziamenti, ma declinai l’invito”.

Trascorse un anno.

“La signora Patella rinnovò l’invito tramite lo stesso canale e a quel punto, vista la sua ferma, libera e spontanea decisione di non rinnovare la donazione alla parrocchia, decisi di accettare e presi contatto con donna  Maria. Mi confermò personalmente la sua disponibilità ma, e qui sta il carattere di questa donna, chiese garanzie, volle assicurazioni sul recupero della Torre”.

Le condizioni della torre erano molto precarie: c’era una periodica caduta di blocchi di pietra che minacciava l’incolumità dei residenti delle case vicine e dei fedeli che si recavano nella chiesa annessa.

“Mi attivai velocemente e tramite l’assessore regionale all’urbanistica, di Lucera, ebbi una promessa di finanziamento di 70 milioni di lire, sulla scorta della quale fu conferito all’architetto De Sandro Salvati Sergio, di Foggia, l’incarico di redigere il progetto di consolidamento della Torre”, prosegue il presidente Pompa.

“Il soprintendente per i Beni architettonici di Bari, architetto Mola, il primo marzo del 1989 esprimeva parere favorevole, con prescrizioni, sul progetto. Solo a questo punto, con il progetto approvato e con la promessa di finanziamento tramutata in finanziamento, chiesi alla signora Patella di procedere all’offerta di donazione”.

“I lavori di consolidamento furono successivamente appaltati ed eseguiti dalla ditta geometra Lucera Giuseppe, di Biccari. Questi sono stati i lavori di consolidamento che hanno dotato la struttura di adeguata protezione dagli agenti atmosferici, hanno impedito l’ulteriore degrado con crolli progressivi ed hanno posto i presupposti per una ancora lunga vita della struttura”.

“Come è noto”, conclude il presidente Pompa, “gli uomini passano, ma fortunatamente le istituzioni e, in questo caso, le strutture, restano: le amministrazioni che si sono succedute, sindaci Peppino Campanaro e Rocco Grilli, con l’ausilio di Pasquale Bloise, hanno fatto un lavoro veramente egregio completando il restauro con una dotazione impiantistica eccellente, garantendo il massimo possibile dell’accessibilità e della fruibilità e, soprattutto, assicurando la destinazione a contenitore culturale, come voluto dalla signora Patella”.

Le celebrazioni della Torre bizantina si sono svolte nel piazzale antistante la vicina chiesa di San Rocco. Alle cerimonia sono intervenuti:

il sindaco di Castelluccio Valmaggiore, Rocco Grilli; l’assessore alla Cultura, Angelo Pompa; l’archeologo medievista dell’Università degli Studi di Foggia, professor Pasquale Favia; il presidente della Fondazione ‘La Picarella’, Vittorio Pompa.

La serata è proseguita con l’animazione degli sbandieratori e con un buffet a base di piatti tipici medievali.

 

 

Millenario Torre Bizantina: la posa del cippo donato dalla Fondazione

Articolo del 7 settembre 2019

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Un omaggio alla signora Maria Patella e alla collettività il cippo in pietra posato quest’oggi dinanzi alla Torre bizantina, in occasione del suo Millenario.

Il cippo è stato commissionato dalla Fondazione ‘La Picarella’, presieduta dall’ingegnere Vittorio Pompa, all’artigiano castelluccese Antonio Ziccardi, che lo ha realizzato utilizzando un blocco in pietra locale recuperato in contrada Argaria. Alla levigatura della pietra ha fatto seguito la realizzazione della targa, che reca l’incisione del 1019, anno di edificazione della torre.

“Ringrazio gli amici che, con l’ausilio dei loro mezzi meccanici, hanno reso possibile il recupero e  la posa:  penso a Peppino De Palma e a Donato De Michele”, ha ricordato il presidente della Fondazione ‘La Picarella, famiglia Patella e Carlo Ricchetti’, che nel corso della celebrazione del Millenario ha raccontato la genesi della stessa Fondazione, nata dalla volontà testamentaria della signora Patella.

Fondazione ‘La Picarella’: il Testamento di donna Maria

‘Donna Maria’: era così che qui a Castelluccio Valmaggiore chiamavano la nobildonna fondatrice de ‘La Picarella’, nata in osservanza delle sue disposizioni testamentarie, scritte di suo pugno e datate 2001.

“Donna colta e molto sensibile, la signora Patella nasce a Castelluccio Valmaggiore il 12 settembre 1907, dai genitori Berardino Patella e Alba Maraviglia in una delle più nobili e antiche famiglie della nostra comunità”, spiega il presidente della Fondazione, l’ingegner Vittorio Pompa.

“Sposa il geometra Carlo Ricchetti, persona eclettica e ingegnosa, che ricopre la carica di sindaco del nostro Comune dal 1956 al 1960. La mancanza di prole, il più forte rammarico della sua vita, come più volte mi ha confidato, contribuisce negli anni a radicare ancora di più il suo legame verso la comunità, in particolare verso i giovani”.

Nel corso della sua lunga vita infatti, donna Maria dispone importanti atti di liberalità a favore di tutta la comunità castelluccese, tra cui spicca anche la Torre bizantina di cui si festeggia il Millenario.

Riguardo alla Fondazione, il presidente Pompa illustra il contenuto del testamento olografo scritto dalla signora Patella: 

“La signora Patella istituisce una fondazione da denominarsi ‘La Picarella, famiglia Patella e Carlo Ricchetti’ e nomina la Fondazione sua erede universale. Lega ad essa tutto il suo patrimonio personale, ad esclusione del palazzo di famiglia, attribuito a parenti e persone care”.

“Il patrimonio legato alla Fondazione consiste quindi in 30 ettari di terreni comprendenti un grosso fabbricato rurale al tempo adibito a residenza estiva e frantoio oleario, nonché due ruderi di vecchi mulini ad acqua, alimentati dal torrente Freddo”.

La casa in campagna di donna Maria è un luogo molto caro per lei, perché è custode dei suoi ricordi più intensi: per questa ragione la nobildonna ha disposto che la Fondazione avrà come obiettivo centrale la formazione dei ragazzi alle diverse attività lavorative e culturali. Ecco cosa scrive nel suo testamento:

“Il tutto dovrà svolgersi ed avrà come sede centrale la villa, e più precisamente dove trovavasi il frantoio oleario e dove subito dopo sposata vi andai a passare gli anni più belli della mia giovinezza e dove assieme a mio marito vi abbiamo profuso le nostre migliori energie, con tanti sacrifici e dove avevamo tanto sognato vi fiorisse la vita”.

Anche i componenti del Consiglio direttivo vengono designati da donna Maria, come spiega il presidente:

“La signora Patella definisce la composizione del Consiglio direttivo, assegnando all’avvocato Giuseppe De Girolamo, nipote, il ruolo di presidente della Fondazione ed esecutore testamentario delle sue volontà e nomina componenti del consiglio direttivo: insegnante Adele Petitti; assistente sociale Rosa Petitti; avvocato Vito De Girolamo; Andrea De Stefano; professor Pasquale Cacchio e il sottoscritto Vittorio Pompa”.

Nel 2015 l’avvocato De Girolamo, che ha sempre sostenuto e incoraggiato la signora Patella, a causa dei suoi impegni professionali, rassegna, suo malgrado, le dimissioni dalla carica di presidente, proponendo al Consiglio direttivo la nomina del consigliere Vittorio Pompa.

“E’ così che dal 17 maggio 2015 il sottoscritto è presidente della Fondazione ‘La Picarella’, il cui primo atto fu quello di proporre al Consiglio direttivo l’istituzione della carica di Presidente onorario e la nomina a tale carica dell’avvocato Giuseppe De Girolamo. Esattamente tre mesi fa, il 7 giugno, l’avvocato Giuseppe De Girolamo ci ha lasciati, passando a miglior vita: se questa sera fosse stato fra noi questo intervento, più incisivo ed articolato, sarebbe stato certamente il suo”.

La Fondazione ‘La Picarella, famiglia Patella e Carlo Ricchetti’ viene costituita il 31 maggio 2006, con atto del notaio Orfina Scrocco e registrato a Lucera il 19 giugno 2006, al n. 280, in osservanza delle volontà di donna Maria.

Fondazione ‘La Picarella’: il Testamento di donna Maria

‘Donna Maria’: era così che qui a Castelluccio Valmaggiore chiamavano la nobildonna fondatrice de ‘La Picarella’, nata in osservanza delle sue disposizioni testamentarie, scritte di suo pugno e datate 2001.

“Donna colta e molto sensibile, la signora Patella nasce a Castelluccio Valmaggiore il 12 settembre 1907, dai genitori Berardino Patella e Alba Maraviglia in una delle più nobili e antiche famiglie della nostra comunità”, spiega il presidente della Fondazione, l’ingegner Vittorio Pompa.

“Sposa il geometra Carlo Ricchetti, persona eclettica e ingegnosa, che ricopre la carica di sindaco del nostro Comune dal 1956 al 1960. La mancanza di prole, il più forte rammarico della sua vita, come più volte mi ha confidato, contribuisce negli anni a radicare ancora di più il suo legame verso la comunità, in particolare verso i giovani”.

Nel corso della sua lunga vita infatti, donna Maria dispone importanti atti di liberalità a favore di tutta la comunità castelluccese, tra cui spicca anche la Torre bizantina di cui si festeggia il Millenario.

Riguardo alla Fondazione, il presidente Pompa illustra il contenuto del testamento olografo scritto dalla signora Patella: 

“La signora Patella istituisce una fondazione da denominarsi ‘La Picarella, famiglia Patella e Carlo Ricchetti’ e nomina la Fondazione sua erede universale. Lega ad essa tutto il suo patrimonio personale, ad esclusione del palazzo di famiglia, attribuito a parenti e persone care”.

“Il patrimonio legato alla Fondazione consiste quindi in 30 ettari di terreni comprendenti un grosso fabbricato rurale al tempo adibito a residenza estiva e frantoio oleario, nonché due ruderi di vecchi mulini ad acqua, alimentati dal torrente Freddo”.

La casa in campagna di donna Maria è un luogo molto caro per lei, perché è custode dei suoi ricordi più intensi: per questa ragione la nobildonna ha disposto che la Fondazione avrà come obiettivo centrale la formazione dei ragazzi alle diverse attività lavorative e culturali. Ecco cosa scrive nel suo testamento:

“Il tutto dovrà svolgersi ed avrà come sede centrale la villa, e più precisamente dove trovavasi il frantoio oleario e dove subito dopo sposata vi andai a passare gli anni più belli della mia giovinezza e dove assieme a mio marito vi abbiamo profuso le nostre migliori energie, con tanti sacrifici e dove avevamo tanto sognato vi fiorisse la vita”.

Anche i componenti del Consiglio direttivo vengono designati da donna Maria, come spiega il presidente:

“La signora Patella definisce la composizione del Consiglio direttivo, assegnando all’avvocato Giuseppe De Girolamo, nipote, il ruolo di presidente della Fondazione ed esecutore testamentario delle sue volontà e nomina componenti del consiglio direttivo: insegnante Adele Petitti; assistente sociale Rosa Petitti; avvocato Vito De Girolamo; Andrea De Stefano; professor Pasquale Cacchio e il sottoscritto Vittorio Pompa”.

Nel 2015 l’avvocato De Girolamo, che ha sempre sostenuto e incoraggiato la signora Patella, a causa dei suoi impegni professionali, rassegna, suo malgrado, le dimissioni dalla carica di presidente, proponendo al Consiglio direttivo la nomina del consigliere Vittorio Pompa.

“E’ così che dal 17 maggio 2015 il sottoscritto è presidente della Fondazione ‘La Picarella’, il cui primo atto fu quello di proporre al Consiglio direttivo l’istituzione della carica di Presidente onorario e la nomina a tale carica dell’avvocato Giuseppe De Girolamo. Esattamente tre mesi fa, il 7 giugno, l’avvocato Giuseppe De Girolamo ci ha lasciati, passando a miglior vita: se questa sera fosse stato fra noi questo intervento, più incisivo ed articolato, sarebbe stato certamente il suo”.

La Fondazione ‘La Picarella, famiglia Patella e Carlo Ricchetti’ viene costituita il 31 maggio 2006, con atto del notaio Orfina Scrocco e registrato a Lucera il 19 giugno 2006, al n. 280, in osservanza delle volontà di donna Maria.

 

La Torre Bizantina compie 1000 anni

Articolo del 3 settembre 2019

Il Comune di Castelluccio Valmaggiore e la Fondazione ‘La Picarella’ celebrano il Millenario della Torre

Compie 1000 anni la Torre bizantina, simbolo della memoria storica del Comune di Castelluccio Valmaggiore, che in collaborazione con la Fondazione ‘La Picarella’ celebra questa importante ricorrenza sabato 7 settembre, con una giornata ricca di momenti culturali e d’intrattenimento, culminata dalla presenza del professor Pasquale Favia, archeologo medievista.

La torre, fatta edificare nel 1019 da Basilio Boioannes, catapano d’Italia dal 1017 al 1027, fu donata al Comune di Castelluccio Valmaggiore nell’ottobre del 1992 dalla nobildonna Maria Patella, fondatrice de ‘La Picarella’, presieduta dall’ingegner Vittorio Pompa.

La signora Patella, scomparsa nel 2004, era l’ultima discendente di un’antica famiglia del luogo: le prime testimonianze risalgono infatti al 1577, anno in cui Berardino Patella fece riedificare, a sue spese, parte dell’antica chiesa di San Rocco, come si evince dalla scritta incisa sull’architravato della porta d’ingresso (fonte: ‘Notizie storiche intorno al Comune ed al Clero di Castelluccio Valmaggiore’, del canonico Domenico De Palma).

La millenaria torre bizantina, dopo essere stata donata al Comune, venne restaurata grazie all’interessamento del dottor Pasquale Bloise, all’epoca presidente del Consiglio comunale; da diversi anni il monumento è aperto al pubblico e ospita una raccolta di reperti paleontologici risalenti al periodo compreso tra il Cretaceo e il Pleistocene. I fossili sono stati recuperati nella la Valle del Celone dal professor Pasquale Cacchio, che li ha donati alla comunità.

Durante la cerimonia del Millenario sarà inoltre scoperto un cippo in pietra, su cui è incisa la data del 1019, anno della costruzione della torre; l’opera è stata commissionata dal presidente della Fondazione ‘La Picarella’, l’ingegner Vittorio Pompa, e realizzata da un artigiano del luogo, Antonio Ziccardi. 

(Daniela Palmieri, giornalista pubblicista)

Programma

6 Giugno 2019

Ci ha lasciati l’avv. Giuseppe De Girolamo

Il presidente Vittorio Pompa e i consiglieri porgono le più sentite condoglianze alla consorte, ai figli Vittoria, Carla e Vito e al fratello, il chirurgo Clemente.

L’avvocato Giuseppe De Girolamo, esecutore testamentario e presidente onorario della Fondazione La Picarella, si è spento nella sua casa di Lucera il 6 giugno 2019.